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S. Lucia entro' ben presto nel novero dei Santi piů amati dai romani. Oltre a testi letterari che testimoniano la sua presenza nel culto romano fin dal sec. VI (Sacramentari Gregoriano e Gelasiano, Antifonari, Martiriologio Geronimiano), sappiamo da S. Gregorio Magno che a Roma esisteva un monastero a Lei dedicato (Reg. epis. VII, 36; XI, 15); e che nel sec. VII Onorio I (625-638) le dedico' una chiesa. Il Liber Pontificalis, nella vita di Leone III menziona un Oratorium S. Luciae qui ponitur in Xenodochio, il quale e' uno dei quattro che, lo stesso Liberi Pontificalis, nella Vita Stephani II, dice che furono da quel Papa restaurati, affermando che si trattava di ospedali di antica data, e che era rimasti diroccati e malandati da moltissimo tempo.
Probabilmente, l'ospedale e' quello che sorgeva presso l' oratorio di S. Lucia Vecchia, detta poi del Gonfalone, sulla via omonima.
Certo e' che la devozione di S. Lucia fu sempre viva in quel luogo per molti secoli, finché, sorta come si vedrŕ, la nuova chiesa in Via Dei Banchi Vecchi, non trasferě in questa lo stesso titolo, per cui si chiamň S. Lucia Nuova.
Molte furono le chiese che Roma elevň a onore della Santa Siracusana, nel corso dei secoli, a cominciare dalla cappella che Gregorio Magno le eresse in S. Pietro, e che era situata alla testata del secondo ordine di colonne della navata laterale destra, verso il transetto. Il Card. Schuster ha scritto nel suo Liber Sacramentorum: " Non si saprebbe indicare la ragione di quest'intenso culto professato dai Pontefici Romani alla Martire Siracusana: probabilmente vi influě, oltre che la celebritŕ del suo martirio, anche la circostanza, che in Roma la colonia siciliana era assai numerosa".


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